giovedì 5 settembre 2013

Torta Viola

Anche oggi fa molto caldo. Sono scesa a ritirare i panni che si sono asciugati in un’ora o poco più. Il caldo afoso si appiccica addosso. Appoggio la montagna di panni sull’asse da stiro come a voler dire loro: ci vediamo in momenti più opportuni e più freschi. E comunque non mi piace stirare…proprio no. 
Me ne vado e penso a cosa posso fare. Ho appena chiuso i libri. La cena è pronta. La casa è ordinata. Sistemo la scrivania per darle un aspetto più accogliente. Butto via scontrini vecchi, cartacce, penne finite. Lo faccio spesso perché se c’è una cosa che mi piace sia ordinata è la scrivania. Mi passano tra le mani i ticket della funivia dell’Etna, il conto neanche così salato del ristorante di pesce, i biglietti d’ingresso al museo di Archimede a Siracusa. Questi li conservo tutti. Accendo il computer e metto un pò di bella musica. Apro la cartella Sicilia 2013 e scorrendo le fotografie ripercorro i ricordi della vacanza, della nostra bella casetta, delle acque limpide dell’ Isola Bella a Lido Mazzarò, delle brioche siciliane col tuppo e le granite cremose, delle fantastiche mangiate di pesce al ristorante e a casa, delle paste di mandorla e dell’indimenticabile cannolo alla ricotta di Roberto, degli splendidi posti che abbiamo visto, dal teatro antico di Taormina alle gole dell’Alcàntara con la freschissima acqua a 8° e l'indimenticabile passeggiata sull'Etna…

Lido Mazzarò



Etna
















Paste di Mandorla

Brioche e granita

Mi viene voglia di scrivere. Il pensiero vola al mio blog abbandonato che aspetta paziente un briciolo di attenzione. Le mie dita non desiderano altro che premere i tasti e raccontare qualcosa. Non ho passato tempo al pc, ho cucinato poco e non ho fatto dolci quest’estate. Vuoi perché qui a casa ne possiamo mangiare in piccole quantità e poi con questo caldo non ho avuto coraggio ad accendere il forno. Verso la fine del mese di agosto ho cominciato a vedere i rovi di more belli pieni e così nel tardo pomeriggio non ho fatto altro che prendere una busta e percorrere quelle interminabili vallate vicino casa alla ricerca degli ambiti frutti scuri. Verso sera quasi al tramonto nella campagna si vivono momenti di assoluta tranquillità. Tira un’arietta tiepida quasi fresca. Potevo correre e saltellare sui campi. Si ode il frinire delle cicale e il cri-cri dei grilli. Ci si abitua. Questi suoni sono come una musica.

Da piccole in sella alla bicicletta partivamo con tatta e raccoglievamo tante more, incuranti dei graffi che ci procuravamo, ma così tante che mamma ci faceva un bel pò di marmellata. Io e mia sorella, molto più spericolata di me, eravamo in un certo senso attirate dalle spine. Siamo anche finite con la bici contro un cespuglio di rose. Quante ne abbiamo combinate insieme. 

Il gusto delle more varia dal leggermente acidulo al dolce. I rovi sono intricati e spinosi. Fomano dei grovigli inestricabili. Quando pensi di averle raccolte tutte sollevi un ramo e ce ne sono altre. Il problema è come sollevare il ramo perché non sai da che parte afferrarlo. Le more sono così belle, grandi, di un colore acceso e colgo, mi pungo, colgo ancora e intanto penso a cosa poterci creare...

Le registrazioni dell’ Accademia Montersino sono sul my sky. Non devo fare altro che segnarmi le dosi del biscotto ghiacciato alla fragola di Montersino e fare qualche prova sostituendo le more che si sposano benissimo con la crema.

Torta Viola
(liberamente tratta da un dessert di Luca Montersino)

Ingredienti:
per una torta da 22 cm

Per il semifreddo alle more

110 g purea di more
150 g meringa italiana
250 g di panna montata al 75%

Per il semifreddo alla vaniglia

75 g di crema pasticciera
105 g di meringa italiana
195 g di panna montata
Una punta di bacca di vaniglia

Per la meringa italiana

165 g di albume d’uovo
55 g di destrosio (in alternativa zucchero semolato)
280 g di zucchero semolato
75 g di acqua

Per la finitura

Un disco di biscotto classico di riso
More e ribes




Iniziare con la preparazione della meringa italiana: in un pentolino mettete l’acqua e poi lo zucchero semolato e ponetelo sul fuoco.
Nella planetaria mettete invece l’albume d’uovo ed il destrosio, e fatela lavorare al minimo della velocità. Controllate sempre il pentolino sul fuoco finché lo zucchero in cottura non abbia raggiunto i 121°. Quando lo sciroppo ha raggiunto i 110° aumentate la velocità della planetaria. Appena lo sciroppo di zucchero è arrivato a 121° versatene subito una prima metà tutta insieme nella planetaria e poi la restante, versatela a filo, sempre con la planetaria in movimento.
Montate il composto finché non è tiepido. Finite di raffreddare la meringa stendendola su una teglia pulita e passandola nel congelatore.
Intanto preparate la crema pasticcera.

Una volta che la meringa è montata e freddata completamente procedete col preparare il semifreddo alle more. Prima fatene mezza dose solo per fare gli spuntoni sul fondo. Lavate bene le more, fatele scolare e riducetele in purea con un mixer o un frullatore e poi passate la purea attraverso un colino per eliminare i semini. Pesate la dose di meringa ed aggiungetevi la polpa di more, poco alla volta, girando sempre dal basso verso l’alto per non rompere le bolle di aria incastrate nella meringa. Unite quindi il composto di more e meringa alla panna montata, e mescolate sempre con attenzione. Mettete il composto in una sacca da pasticcere, ed iniziate a montare il dolce. 

Rivestire internamente un anello di acciaio con l’acetato. Sul fondo dello stampo posizionate il disco di biscotto classico di riso di 3 cm di diametro più piccolo del cerchio. Fate degli spuntoncini di semifreddo alle more ben distanziati sul fondo e mettete immediatamente in congelatore.


Aspettate che gli spuntoncini si rapprendano e successivamente preparate il semifreddo alla vaniglia. Unite alla crema pasticciera una puntina di semi della vaniglia, mescolate bene, aggiungete la meringa italiana e infine la panna montata mescolando sempre. Mettete il composto in una sacca e tirate fuori il dolce dal congelatore. Riempire per bene con il semifreddo alla vaniglia gli spazi e posizionate di nuovo in congelatore per farlo indurire. Ultimate il dolce con l'altra metà di semifreddo alle more livellando bene. 
Essendo un semifreddo, occorre lasciarlo riposare almeno 4 ore nel freezer. Una volta pronto e freddato completamente, toglietelo dallo stampo. Verrà via facilmente nel caso in cui sia stato rivestito di acetato. Quindi staccate l’acetato. Porre sul piatto di servizio e procedete alla decorazione. Nel mio caso ho fatto lungo il perimetro della circonferenza ciuffi di meringa italiana e una circonferenza interna più piccola riempita con salsa alle more e poi ho decorato con more e ribes freschi.   




giovedì 21 febbraio 2013

Danesi all'albicocca

Colgo l'occasione di questi momenti di relax davanti alla tv per scrivere la ricettina di un lievitato dello chef Luca Montersino, che è perfetto per la colazione. In realtà non sono proprio così rilassata dal momento che sto vedendo la finale di Masterchef. 

Mentre leggo la ricetta tratta dal 7° volume della raccolta "Accademia di Pasticceria" stropiccio gli occhi e mi domando "Sogno o son desta?". In rosso ci sono le mie varianti. Non che io sia un'esperta di panificazione e lievitati ma 50 gr di lievito per 1 kg di farina mi sembrano davvero tanti. E soprattutto, dopo aver fatto l'impasto, Montersino suggerisce anche un riposo in frigorifero per 10-12 ore ma, a mio modesto parere, dimentica di suggerire una minore grammatura di lievito nel caso dello stazionamento in frigo.



 
Danesi all' albicocca
(ricetta del pasticcere Luca Montersino)

Ingredienti
(per 20 danesi)

Per la pasta per danesi
1 Kg farina 
100 gr burro
100 gr zucchero (ne ho messi 120 gr)
50 gr di lievito di birra (ne ho messi 30 gr)
20 gr sale
150 gr uova
100 gr purea di scorza di arancia candita
350 gr acqua (ho messo 175 gr acqua e 175 gr latte)

Per la finitura 
80 gr crema pasticciera
150 gr albicocche sciroppate
70 gr gelatina di albicocche
1 uovo

1
Fare sciogliere il lievito con 100 gr acqua, 100 gr farina e un pizzico di zucchero e far fermentare. Quando l'impasto comincia a schiumare, versarlo nella planetaria con la farina, lo zucchero, il latte e l'acqua rimasti, le uova e la purea di scorza di arancia candita e lavorare il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo ed elastico. Incorporate, infine, il burro in pomata e il sale. Lasciar lievitare l'impasto per circa 2 ore a 28°.

2 
Stendere la pasta ad uno spessore di 3mm, ricavare dei quadrati di 10 cm di lato e inciderli sui quattro angoli. Ripiegare una punta sì e una no verso il centro, in modo da ottenere una girandola. Bucare il centro con i rebbi di una forchetta e lasciar lievitare in ambiente tiepido.



3 
Disporre al centro delle girandole un cucchiaio di crema (circa 15 gr) e coprirla con una mezza albicocca sciroppata. Spennellare le danesi con l'uovo sbattuto e infornare a 180°C per 12 minuti circa. 
Spennellarli con la gelatina di albicocche scaldata leggermente e diluita in un goccio d'acqua e servire. 

martedì 19 febbraio 2013

Un pò di topologia a colazione

In questo periodo i miei esperimenti in cucina si sono limitati a ricette piuttosto light dati i miei chili di troppo messi su durante le feste natalizie e anche se Ake non è tanto d’accordo un pò di dieta pure a lui non fa male. Visto che tutti i miei dolci sono destinati ad essere consumati in famiglia o al massimo in una cena tra amici, per non correre il rischio di dover cambiare tutto il guardaroba perché non si allacciano più i pantaloni e i maglioncini attillati lasciano intravedere la ciccia creando un effetto davvero antiestetico, ho messo un attimo a tacere la mia voglia di sperimentare e soprattutto non vedo l’ora che esca un pò di sole per fare delle belle corsette all’aria aperta...ne ho già approfittatto qualche giorno fa.


Mi piace pensare matematico anche nella vita quotidiana. La matematica fa parte del mondo reale molto più di quanto si possa pensare. Glielo dico sempre anche ad Ake ma lui fa finta di non sentire! E così davanti al fuoco stamattina mi sono mangiata le mie ciambelle accompagnate da una tazza di the caldo e da qualche riflessione topologica. La topologia studia le proprietà delle figure geometriche che non cambiano anche quando vengono sottoposte a deformazioni. Sono le prime cose che studiai al corso di topologia qualche annetto fa. Vedemmo come in topologia tutte le informazioni legate alle misure non hanno senso e si può immaginare di stiracchiare un oggetto purché sia fatto di gomma o di un materiale che si possa deformare.
Osservando ad esempio la tazza e la ciambella stiamo vedendo un risultato matematico perché la tazza e la ciambella che in matematica rappresenta il toro sono topologicamente equivalenti (cioè omeomorfi) perché possono essere deformati l'uno nell'altro senza ricorrere a nessuna incollatura, strappo o sovrapposizione. Questo risultato si può vedere benissimo nella gif animata qui sotto che ho preso da wikipedia.

Immagine presa da wikipedia: deformazione continua di una tazza di caffè in un toro.

Data la premessa precedente chiaramente le mie ciambelle non sono fritte ma è una pasta brioche sofficissima. Ho leggermente variato il procedimento una ricetta di Anice e Cannella senza fare il riposo in frigo per una notte ma lasciando inalterati le dosi e gli ingredienti. 

Ciambelle brioche del mattino

 


Ingredienti:

315 gr di farina (50% manitoba e 50% farina 00 setacciate)
75 gr di burro morbido
75 gr di zucchero semolato
1 uovo
1 tuorlo
75 gr di latte intero
75 gr acqua
5 gr sale
7,5 gr di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di miele
scorza di un'arancia grattugiata e semini di una bacca di vaniglia
albume per la spennellatura finale

 



Preparare un lievitino con 75 gr. di acqua, dove si sarà fatto sciogliere il miele, il lievito, e 75 gr. di farina.

Dopo circa 40', quando sarà bello gonfio, ma non avrà ancora ceduto, rovesciarlo nella planetaria insieme ad un cucchiaio di farina, ed avviare la macchina con il gancio a foglia, a bassa velocità.

Aggiungere 1 tuorlo, far amalgamare e unire 25 gr di zucchero. Ad assorbimento, aggiungere poca farina.

Unire l'uovo poi il restante zucchero. A questo punto proseguire alternando latte e farina. Aggiungere il sale e far incordare bene l'impasto, aumentando la velocità.

Ad impasto incordato unire gli aromi, poi, pian piano, il burro a pezzetti.

Impastare a velocità più sostenuta fino a che l'impasto sarà liscio, lucido e se si prende in mano, teso come una corda che non si spezzi, finire gli ultimi 5' con il gancio ad uncino.

Farne una palla, coprire e trasferire a 26° fino al raddoppio.

Dopo circa 90 minuti rovesciare l'impasto sulla spianatoia infarinata, fare le pieghe del tipo 2 e farlo riposare una mezz'ora coperto da pellicola con la chiusura sotto. A questo punto spianare la palla col mattarello all'altezza di un cm e 1/2 e tagliare le ciambelle con due coppapasta, uno da 8 cm di diametro e l'altro da 3 cm e sistemarli ben distanziati sulle teglie rivestite di carta forno. (I ritagli possono essere reimpastati, lasciar riposare 10 minuti l'impasto e stendere di nuovo.) Coprire con pellicola e lasciar lievitare in un luogo tiepido per circa 1 ora. Spennellare con albume e cuocere in forno statico, preriscaldato a 180°/190°, per circa 8 minuti, o fino a quando le ciambelle non saranno leggermente dorate. Una volta cotte lasciar intiepidire e cospargere di zucchero a velo come se nevicasse. Buona colazione!



lunedì 8 ottobre 2012

Le torte del mio compleanno

E’ bello tornare a scrivere sul mio blog. Ci sono riuscita anche se dopo tanto tempo. Purtroppo, dati i vari impegni universitari, non riesco a trovare maggior tempo da dedicare a questo piccolo spazio.
Nonostante l’arrivo dell’autunno ancora riusciamo a godere di bellissime giornate ma io già mi sono raffreddata e barlo dudda gosì! 
Che strana estate è stata questa! E’ scivolata via così lasciando il ricordo di quel caldo appiccicoso che ti impediva di fare qualsiasi cosa, di quelle temperature tropicali che non ti invogliavano affatto ad accendere il forno, dell’incendio divampato nel bosco qui vicino, di quei pomeriggi trascorsi con le amiche in ammollo nell’acqua della piscina-laguna del conte, dei quintali di crema che mi sono spalmata per non prendere le scottature, di quelle serate passate al fresco allo cherry beach a fare due chiacchiere con le amiche e a vedere i ragazzi giocare, di quella mia unica partita a beach volley (si perché poi non mi hanno più fatto giocare…chissà perché!), delle insalate di Ake a base di pomodori, mais e tonno preparate nella mia boule da pasticceria che gli piace così tanto e dei fiori stupendi che mi ha regalato per il nostro anniversario, del matrimonio dei nostri due grandi amici, dello stupendo vestito che mi ha cucito Simona in pochi giorni, di quei dopocena passati a preparare panini, panettoni salati e biscotti per il buffet del mio compleanno che per incastrare tutto nel congelatore ci voleva un esperto giocatore di tetris, di quei pomeriggi passati in relax all’ombra del noce in compagnia di una lettura leggera, delle ciambelle fritte di mamma e delle bombe alla crema del bar sul lungomare di Montalto, delle succulente mozzarelle di bufala che mi hanno riportato i miei dal sud, dei miei esperimenti di gelati e semifreddi e delle bellissime ore passate a cucinare con mia sorella ma questa volta ero io a dirigere i lavori! Questi sono i ricordi della mia estate ed ora sono tornata alla routine della mia adorata Matematica, dei corsi e dei viaggi in treno ed ogni tanto qualche esperimento in cucina.


Oggi vi presento le torte che ho preparato per il mio compleanno. Per la prima mi sono ispirata ad una torta al miele e mascarpone con aspic di moscato e pesche del pasticcere Luca Montersino e a questa torta tratta dal blog di Pinella. Questa l’abbiamo mangiata la sera che ho festeggiato con la mia famiglia. La seconda torta, per festeggiare con gli amici, è una charlotte alla crema chantilly.



Torta con aspic di pesche e moscato e bavarese al moscato e cioccolato bianco

Per il biscotto classico di riso


160 g tuorli
160 g farina di riso

40 g amido di riso
240 g albumi
200 g zucchero

Per la bavarese al Moscato d'Asti e cioccolato bianco

400 g di Moscato d'Asti
80 g di zucchero semolato
220 g di tuorli
20 g di colla di pesce in fogli
360 g di cioccolato bianco
700 g di panna liquida fresca
 

Per l’aspic di Moscato 

400 g di Moscato d'Asti
80 g di miele d'acacia
16 g di colla di pesce in fogli


Per la gelée al Moscato e pesca


250 g di Moscato d'Asti
250 g purea di pesca
50 g di miele d'acacia
18 g di colla di pesce in fogli

Per la bagna al Moscato

250 g di Moscato d'Asti
50 g di miele d'acacia

Per la finitura:

300 g pesche
50 g mandorle a filetti





Preparazione:
 

Per il biscotto classico di riso: montare gli albumi con lo zucchero. Incorporare i tuorli sbattuti. Aggiungere la farina di riso e l'amido. Stendere su carta da forno allo spessore di un cm e far cuocere a 240° C per 10 minuti.

Per la bavarese al Moscato d'Asti: idratare la gelatina con 5 volte il suo peso in acqua. Versare i tuorli in una ciotola, aggiungere lo zucchero e miscelare i due ingredienti. Portare il Moscato a 70°C e versarlo sui tuorli. Mescolare e cuocere come una crema inglese fino a 82°C. Fuori dal fuoco unire il cioccolato bianco a pezzi e la gelatina idratata e mescolare. Setacciare. Quando la crema arriva a circa 30°C unire la panna semimontata. Il modo migliore è quello di fluidificare la crema con una generosa cucchiaiata di panna e poi, in tre volte, versare la crema sulla panna mescolando dal basso verso l'alto.

Per la bagna al Moscato: scaldare circa 100 g di Moscato fino a 70°C. Aggiungere il miele e farlo sciogliere. Versare nel restante Moscato freddo.

Per la gelée al Moscato e pesca: scaldare una parte di purea di pesca. Unire la colla di pesce precedentemente ammorbidita in acqua fredda e strizzata e il miele, poi completare con l’altra purea di pesca fredda e il Moscato.

Per l'aspic: scaldare il miele, scioglierci dentro la colla di pesce ed unire il moscato.

Rivestire internamente un anello di acciaio con l’acetato e esternamente con un foglio di pellicola trasparente. Disporre a raggiera all’interno dell’anello le pesche a fette e irrorarle con l’aspic di moscato caldo e lasciar raffreddare in congelatore. Formare quindi uno strato di bavarese, livellare bene e lasciar raffreddare. Continuare con la gelée al Moscato e pesca tiepida e passare al congelatore per far rapprendere bene. Proseguire con un altro strato di bavarese e completare con il biscotto di riso inzuppato con la bagna al Moscato.

Congelare il tutto, smodellare dai cerchi e decorare il bordo con le mandorle a filetti tostate.

Purtroppo il bordo non è venuto perfetto in quanto non ho avuto il tempo di congelare la torta e l’aspic non era indurito.

Charlotte alla crema chantilly e gocce di cioccolato


Per il biscotto charlotte:

270 g di albumi
250 g di zucchero semolato

180 g di tuorli
250 g di farina debole


Per la bagna alla vaniglia:

100 g di zucchero liquido al 70%

100 g di acqua
25 g liquore di vaniglia

Per la finitura:


1 kg crema chantilly alla vaniglia
800 g di biscotto charlotte 
200 g di cioccolato fondente

Per la crema pasticciera alla vaniglia (ricetta di Luca Montersino):

(per 1,6 kg di crema pasticciera)
 

800g di latte intero
200g di panna
300g di tuorli
300g di zucchero
35g amido di riso
35g di amido di mais
1/2 bacca di vaniglia bourbon
 

Per la crema chantilly alla vaniglia:
 

800 g di panna liquida fresca
600g di crema pasticcera alla vaniglia
10g di colla di pesce in fogli

Preparazione:

Per il biscotto charlotte: Montare con la frusta in planetaria l'albume d'uovo con lo zucchero semolato fino ad ottenere una massa spumosa e ben compatta. Unire i tuorli sbattuti a parte ed infine incorporare la farina mescolando dal basso verso l'alto. Modellare in forma voluta su carta da forno, spolverare di zucchero a velo ed infornare a 240° per 8/10 minuti.


Per la crema pasticciera: Montare nella planetaria i tuorli con lo zucchero, i semi della bacca di vaniglia. Unire quindi l’amido di mais e l’amido di riso. Intanto scaldare latte e panna in un pentolino antiaderente.
Quando ha raggiunto il bollore, unire al latte la montata di uova. Quando il liquido sottostante inizierà a formare dei crateri nella massa montata cuocere mescolando con una frusta fino all'addensamento della crema.
Mettere la crema in un contenitore, coprirla con la pellicola e farla raffreddare in un bagnomaria di acqua e ghiaccio oppure in freezer.


Per la crema chantilly: Stemperare la crema pasticcera ormai fredda di frigorifero con una frusta al fine di ottenere una massa ben liscia e omogenea; prelevarne circa la metà e scaldarla a microonde quindi unire la colla di pesce ammollata e farla sciogliere. Unire poi il resto della crema pasticcera fredda. Nel frattempo montare in planetaria la panna fredda. Unire la panna montata alla crema molto delicatamente, con movimenti dal basso verso l'alto, in modo da avere una crema chantilly ben areata e leggera. Unire con delicatezza le gocce di cioccolato fondente o ancora meglio dei pezzetti di cioccolato fondente tagliato finemente al coltello.


Disporre il biscotto charlotte dentro gli anelli in acciaio, chiudere anche il fondo con altro biscotto charlotte, inzuppare con bagna alla vaniglia ed iniziare a stratificare all'interno la crema chantilly con aggiunta di gocce di cioccolato fondente. Mettere un altro strato di biscotto charlotte inzuppato con la bagna. Disporre un altro strato di crema e congelare il tutto. Smodellare dallo stampo e decorare il bordo con spuntoncini di crema chantilly messa con il sac à poche con bocchetta rigata.


Purtroppo non ho avuto il tempo di fotografare l’interno della torta perché ero più impegnata a bere lo spumante e a festeggiare e gli invitati invece erano occupati a mangiare compresi quei due sprocerati che hanno fatto le foto che sono mio fratello e il mio maritozzo!

venerdì 27 aprile 2012

Merendine alla crema di latte e banane



Dopo la soddisfazione di aver creato le mie prime uova di Pasqua, uno al cioccolato bianco e l’altro al cioccolato fondente e nocciole, sono stata assalita dal desiderio di preparare qualcosa che possa allietare i miei pomeriggi densi di studio e così tra un’hamiltoniana, una distribuzione e una varietà topologica mi sono proiettata nella preparazione di queste merendine che mi hanno reso integralmente felice pur nella loro complessità!


 
Le merendine sono sempre state bandite a casa mia e sono molto contenta di questo. Da piccola aspettavo pazientemente la ricreazione per apparecchiare il banco con la tovaglietta ricamata e addentare la merenda, fiera di non dover consumare quei prodotti commerciali che, anche se a guardarli fanno gola in realtà sanno molto di finto, con pseudo creme alla frutta e al cioccolato e abbondano in additivi e conservanti. Alcune volte la mamma, dati gli impegni, metteva direttamente qualche bel tocco di cioccolato fondente (il mio preferito) dentro a due fette di pane. Altre volte potevo trovare una bella fetta di ciambellone, biscottini, pane e formaggio, stracchino, panino con  prosciutto o con la coppa (rigorosamente di casa nostra), che effettivamente non era il massimo della leggerezza ed in classe qualcuno mi guardava con una certa faccia schifata. Sarà che sono sempre stata una buona forchetta ma io da piccola adoravo la coppa e anche il capocollo. Visto che la sera, quando mamma preparava la colazione, non ero quasi mai presente il momento in cui toglievo piano piano l’incarto alla merenda cercavo di indovinare quale fosse il contenuto dall’odore che emanava ed era ogni volta una sorpresa. L’unica merenda che odiavo era pane e marmellata. Durante le ore di riposo la confettura si insinuava nei buchi del pane e diventava tutto appiccicoso, pure l’incarto ma poi ad un certo punto lo dissi a mamma e non l’ho più trovata.
 
Le mie merendine sono una variante delle merendine alla crema di latte e albicocche di Luca Montersino. In mancanza delle albicocche (tra poco saranno di stagione e proverò anche con quelle) ho utilizzato le banane e devo dire che la crema di frutta è buonissima e l'accostamento con il cioccolato è fantastico ma questo è risaputo.


Merendine alla crema di latte e purea di banane
(da una ricetta di Luca Montersino)

Ingredienti

150 gr latte intero fresco
50 gr uova intere
10 gr miele
75 gr zucchero semolato
13 gr amido di mais
13 gr di amido di riso
35 gr di burro
250 gr di purea di banane
125 gr  di cioccolato bianco
5 gr di colla di pesce in fogli

Per la finitura:
600 gr biscotto classico di riso
(non è altro che un pan di spagna in cui viene fatto montare solo l’albume con lo zucchero, aggiunto il tuorlo liquido e poi le farine. Fatto uno strato di un cm e messo in forno.)
300 gr bagna alla vaniglia
100 gr di cioccolato fondente

Per il biscotto classico di riso:
160 gr tuorli
160 gr farina di riso
40 gr amido di riso
240 gr albumi
200 gr zucchero

Montiamo gli albumi con lo zucchero. Incorporiamo i tuorli sbattuti. Aggiungiamo la farina di riso e l'amido. Stendiamo su carta da forno allo spessore di un cm e facciamo cuocere a 240° C per 10 minuti.

Questo è un sistema per fare una buona crema di frutta. Ho scelto di usare le banane in sostituzione delle albicocche ma possono anche essere usate le pesche, le fragole.  Evitiamo di cuocere la polpa di frutta. Mettiamo a scaldare il latte. A parte misceliamo lo zucchero semolato con l’uovo intero e mescoliamo bene. Aggiungiamo amido di riso e amido di mais e mescoliamo ancora. Quando il latte ha preso il bollore (senza evaporare) versiamo il latte bollente dentro alle uova e mescoliamo. Riversiamo tutto in pentola e andiamo a far addensare (girare con insistenza senza preoccuparsi se si formano grumi). Mettere in una terrina. Unire il burro a pezzettini. Unire la gelatina precedentemente ammollata in acqua fredda. Tagliare il cioccolato bianco a piccoli pezzi e unirlo alla crema. Inserire il miele. Solo quando tutto il cioccolato è fuso unisco la polpa di banane. Far raffreddare la crema.
Mettere su una teglia un foglio di carta da forno. Usare un quadro di acciaio o altrimenti fate come me: io ho montato tutto in uno stampo da plum cake.
Fare uno strato di biscotto e spennellare con un pò di bagna alla vaniglia. Si può anche utilizzare la polpa di frutta per fare una bagna (lo stesso quantitativo di: polpa di frutta, acqua e sciroppo di zucchero). Poi mettere la crema, un altro strato di biscotto …e così via... 4 strati di biscotto e 3 strati di crema. Mettere in congelatore per 2 ore fin quando tutto si solidifica. Trascorso il tempo tagliamo la base in tanti rettangoli e passiamo il fondo nel cioccolato fondente fuso.
Fare un conetto di carta da forno. Prendere un rettangolo di carta da forno.Tagliarlo in due triangoli lungo la diagonale. Mettere l’angolo retto rivolto sulla nostra destra. Tirare su la punta e portarla verso il centro e usare il resto del triangolo per chiudere.
Tagliamo la punta del conetto e decoriamo ogni merendina con righine di cioccolato.



martedì 13 marzo 2012

Le mie campanelle


                                                                                                                                                                                  Lunedì 12 marzo

Che fantastico sole e che venticello fresco oggi…da qualche  giorno sono spuntate le margherite sul prato davanti casa  e fiorisce profumato il mandorlo circondato dal ronzio delle api…il treno per Roma è affollatissimo…dentro al vagone comincio a soffrire d’afa. La mia vita da pendolare mi costringe ad essere un po’ assente dal blog…non che mi manchi la voglia di cucinare…ma la mia creatività in cucina si limita al fine settimana…cucinare deve coesistere con la voglia di studiare, lavorare, fare le faccende, dedicare tempo alla dolce metà…e la cena?...di quella spesso se ne occupa lui…certe sere se ne esce con certi piatti che sono delle vere specialità!...









Penso a quanto sia stimolante l’universo dei foodblogger. Trovo che 
sia, oltre che una inesauribile fonte di ricette, anche di suggerimenti, esperienze e tecniche. Non sono una grande girovaga dei blog, ne seguo pochi, un pò per mancanza di tempo e per non accumulare troppe ricette da provare. Devo dire che ultimamente quello che seguo di più è La vetrina del Nanni…sarà che rappresenta tutto quello che ho sempre voluto sapere sul cioccolato… sarà che spiega così bene le tecniche da coinvolgere anche una apprendista come me…sarà che per il cioccolato nutro proprio una grande passione e quando ho visto tutte le sue creazioni e i suoi cioccolatini difficili prima mi sono messa alla prova con uno stampo in silicone ma non contenta non ci ho pensato 2 volte a ordinarne uno in policarbonato… dalle mie parti non l’ho trovato e a Roma non ho neanche provato a cercarlo senza un punto di riferimento. Ha sfidato la neve e le intemperie e finalmente è arrivato da me questo blocco con 40 cavità a forma di campanella che mai avrei pensato pesasse così tanto…ed ero un po’ scettica al pensiero che i miei cioccolatini potessero staccarsi da lì…l’ho provato subito…ho preparato tutto l’occorrente: cioccolato fondente al 70% (per uno stampo con 40 cavità ho temperato 600 gr di cioccolato ma poi ne è avanzato un pò), termometro, spatole, ciotole, bilancia e il mio nuovo stampo… ero concentratissima …Ringrazio il mio paziente maritozzo che quel giorno per pranzo si è prestato a mangiare un panino perché a detta mia il vapore acqueo della pentola della pasta poteva nuocere alla riuscita dei cioccolatini! Quella di oggi dunque non è una vera e propria ricetta…più che altro è tutto quello che ho appena detto… il racconto di una conquista...




Sul temperaggio del cioccolato, non essendo un'esperta, non posso esprimermi molto. Rimando al suo post sul temperaggio del cioccolato fondente...Posso soltanto dire che ho provato sia la tecnica del tablage che quella ad inoculazione...la seconda è meno precisa però a mio parere più veloce e si sporca decisamente meno! Un altro appunto da fare è che io ho sciolto il cioccolato a bagnomaria perché riesco a controllare meglio la temperatura a differenza del microonde. 
Temperare il cioccolato. Riempire le cavità dello stampo, batterlo per far salire le bolle d'aria e rovesciarlo sulla ciotola per far scolare il cioccolato in eccesso.
Rigirare lo stampo e con una spatola raschiare la superficie per pulire lo stampo e attendere che il cioccolato solidifichi. 

Intanto preparare il ripieno. Per le mie campanelle ho voluto usare un ripieno che avevo già provato in precedenza...quello alla crema whiskey, ricetta sempre del Nanni...Servono 200 gr di cioccolato al latte, 50 gr di panna fresca e 50 gr di crema whiskey.
Scaldare la panna e versarla sul cioccolato al latte tritato. Mescolare. Lasciar intiepire poi aggiungere la crema whiskey. Mettere il ripieno nel sac à poche e riempire le cavità dei cioccolatini.








Sciogliere il cioccolato avanzato e temperare di nuovo. Colarlo su ogni cavità per finire di riempire i cioccolatini. Spatolare per pulire lo stampo. Attendere che si solidifica.
Girare lo stampo con un colpo secco...a questo punto si sente un tic, sollevare lo stampo e tutti i cioccolatini sono posizionati in fila come soldatini...o quasi tutti...per qualcuno un pò dispettoso c'è voluto qualche colpetto in più per farlo uscire!
Mangiare un cioccolatino...sentire quello schiocco alla rottura e il morbido del ripieno che si scioglie in bocca. Farsi dei cioccolatini da soli è proprio una grande soddisfazione. 

venerdì 24 febbraio 2012

Un dolce...anzi due dolci per papà


Luca Montersino...
La prima volta l’ho visto in tv...ero lì sul divano con il mio fidanzato (ora maritozzo :-))...A quel tempo non mi interessava così tanto cucinare ma...come non rimanere colpita davanti alla capacità del maestro pasticcere di spiegare tecniche con una tale precisione e con una tale semplicità da farle sembrare alla portata di tutti...è grazie a lui se da quando ho cominciato a replicare le sue ricette e a cucinare dolci ho sentito sempre più l’esigenza di farli imparando qualcosa in più ogni volta...Ho iniziato a spulciare il suo blog, a guardare i suoi video. A casa mi prendevano in giro perché non facevo che ripetere quello che avevo appreso nelle puntate di Peccati di gola, con le quali tra l’altro, ora che anche io ho pieno possesso della tv, ho riempito la memoria del my sky per la gioia di mio marito...e quando lo spazio comincia a diventare insufficiente trascrivo le ricette al pc. Scrivere qui tutto quello che ho imparato e sto imparando è impossibile...lui oltre ad elargire ed eseguire ricette spiega tecniche e soprattutto insegna ad usare in modo corretto degli ingredienti (per me anche sconosciuti ) senza trascurare una spiegazione accurata del perché. 
Visto che fare torte richiede un notevole impegno generalmente preferisco preparare qualcosa per la merenda e la colazione.
Assemblare le sue basi e farne una torta cremosa è stata per me una novità. Ho colto l’occasione di questo fantastico contest e del compleanno di papà e mi sono messa alla prova... 
A papà non piacciono dolci con coperture troppo pannose...Nel volume n°11 dell’Accademia di Pasticceria la mia attenzione è ricaduta sullo zuccotto toscano e ho deciso di fare lo zuccotto lavorando intorno ad alcuni ingredienti che piacciono molto al festeggiato: caffè, cioccolato e nocciola. Mamma ha il mio stesso robot “cialtronic” e così avevo 2 planetarie! In una ho fatto la base semifreddo, nell’altra la meringa italiana. E con le frustine del robottino ho montato la panna avendo cura di mettere la boule con la panna in congelatore qualche minuto prima.  La sera prima ho fatto il pan di Spagna.

Pan di Spagna classico
(dal 5° volume dell'Accademia di Pasticceria )

Ingredienti:
(per 2 tortiere da 18 cm di idametro)
250 g di uova intere
175 g di zucchero semolato
150 g di farina 00
50 g di fecola di patate
1 bacca di vaniglia

Preparazione
Versare in un pentolino le uova con lo zucchero e i semi della bacca di vaniglia. Far scaldare il tutto fino a raggiungere la temperatura di 45°C (Questo passaggio di scaldare le uova consente dopo di ottenere una bella montata). Mettere il tutto nella planetaria con la frusta e montare fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
Togliete dalla macchina ed aggiungete a mano la farina setacciata insieme alla fecola di patate, miscelando il tutto delicatamente dal basso verso l'alto.
Mettere il composto cosí ottenuto nelle tortiere imburrate ed infarinate, cuocere subito in forno a 190°C per 20 minuti circa.

Per la meringa italiana

Ingredienti:
250 g di albumi
100 g acqua
500 g zucchero

Preparazione
Lavorare lentamente gli albumi con 100 g di zucchero fino ad ottenere un composto spumoso.
In un pentolino fare sciogliere lo zucchero restante nell'acqua e continuare la cottura fino a raggiungere la temperatura di 121 °C. Versare lo sciroppo ottenuto a filo nella planetaria e fate monatre il composto fino a raffreddamento.

Per la base semifreddo

Ingredienti:
100 g di tuorli
190 g di zucchero 
60 g di acqua
1 bacca di vaniglia

Preparazione
Far montare nella planetaria i tuorli con la vaniglia. 
Nel frattempo bollire in una casseruola lo zucchero con l'acqua fino a raggiungere una temperatura di 121 °C. Unire il tutto ai tuorli. Montare fino al completo raffreddamento. 


La meringa e il suo famoso becco
Base semifreddo

Per lo zuccotto
 (con queste dosi mi sono venuti 2 zuccotti)

Ingredienti

600 g di pan di Spagna

per il semifreddo al caffè:
(preso da qui )
75 g base semifreddo
50 g caffe espresso
15 g nescafè
90 g meringa italiana
225 g panna montata

per il semifreddo alla nocciola(semifreddo pralinato):
(preso da qui)
210 g di panna  
115 g pralinato alla nocciola al 50%
50 g meringa italiana
40 g di gocce di cioccolato (le ho aggiunte io. La ricetta originale non le prevede.)

per la salsa al cioccolato:
100 g di cioccolato fondente
100 g di panna

per la bagna al rhum:
45 g di zucchero liquido al 70%
45 g di acqua
10 g di rhum

per la finitura:
300 g di meringa italiana

Esecuzione

Per il semifreddo al caffè:
sciogliere il nescafè nel caffè espresso bollente quindi unire la base semifreddo. Aggiungere la meringa italiana ed infine alleggerire il tutto con la panna montata.
Per il semifreddo alla nocciola:
Unire il pralinato alla nocciola alla meringa italiana. Aggiungere le gocce di cioccolato. Mettere questo composto dentro la panna montata e mescolare dal basso verso l'alto.
Per la salsa al cioccolato : fare scaldare la panna, unire il cioccolato e mescolare fino a quando non sarà completamente sciolto.
Per la bagna al rhum: unire l'acqua, lo zucchero liquido e il rhum e mescolare bene.

Rivestire lo stampo da zuccotto con il pan di Spagna tagliato a fette, adagiarvi all'interno il semifreddo al caffè, coprire con altre fette di pan di Spagna , spennellare con la bagna al rhum e aggiungere uno strato di semifreddo alla nocciola e gocce di cioccolato. Chiudere infine lo stampo con altro pan di Spagna e inzupparlo con la bagna. Porre il tutto nel freezer e far congelare. 

Una volta che lo zuccotto si sarà rappreso, sformarlo dallo stampo e inzupparlo anche esternamente con la bagna. Ricoprire con la meringa italiana (ho cercato tanto ma senza risultato la bocchetta Saint-Honoré per il sac a poche e mi sono dovuta arrangiare tagliando la punta della tasca). Fiammeggiare con il cannello.



Ed ecco la foto dell'interno:



 Con questa ricetta partecipo al contest Golosi di Salute di "Profumi e sapori" e di "Assaggi di viaggio".