martedì 13 marzo 2012

Le mie campanelle


                                                                                                                                                                                  Lunedì 12 marzo

Che fantastico sole e che venticello fresco oggi…da qualche  giorno sono spuntate le margherite sul prato davanti casa  e fiorisce profumato il mandorlo circondato dal ronzio delle api…il treno per Roma è affollatissimo…dentro al vagone comincio a soffrire d’afa. La mia vita da pendolare mi costringe ad essere un po’ assente dal blog…non che mi manchi la voglia di cucinare…ma la mia creatività in cucina si limita al fine settimana…cucinare deve coesistere con la voglia di studiare, lavorare, fare le faccende, dedicare tempo alla dolce metà…e la cena?...di quella spesso se ne occupa lui…certe sere se ne esce con certi piatti che sono delle vere specialità!...









Penso a quanto sia stimolante l’universo dei foodblogger. Trovo che 
sia, oltre che una inesauribile fonte di ricette, anche di suggerimenti, esperienze e tecniche. Non sono una grande girovaga dei blog, ne seguo pochi, un pò per mancanza di tempo e per non accumulare troppe ricette da provare. Devo dire che ultimamente quello che seguo di più è La vetrina del Nanni…sarà che rappresenta tutto quello che ho sempre voluto sapere sul cioccolato… sarà che spiega così bene le tecniche da coinvolgere anche una apprendista come me…sarà che per il cioccolato nutro proprio una grande passione e quando ho visto tutte le sue creazioni e i suoi cioccolatini difficili prima mi sono messa alla prova con uno stampo in silicone ma non contenta non ci ho pensato 2 volte a ordinarne uno in policarbonato… dalle mie parti non l’ho trovato e a Roma non ho neanche provato a cercarlo senza un punto di riferimento. Ha sfidato la neve e le intemperie e finalmente è arrivato da me questo blocco con 40 cavità a forma di campanella che mai avrei pensato pesasse così tanto…ed ero un po’ scettica al pensiero che i miei cioccolatini potessero staccarsi da lì…l’ho provato subito…ho preparato tutto l’occorrente: cioccolato fondente al 70% (per uno stampo con 40 cavità ho temperato 600 gr di cioccolato ma poi ne è avanzato un pò), termometro, spatole, ciotole, bilancia e il mio nuovo stampo… ero concentratissima …Ringrazio il mio paziente maritozzo che quel giorno per pranzo si è prestato a mangiare un panino perché a detta mia il vapore acqueo della pentola della pasta poteva nuocere alla riuscita dei cioccolatini! Quella di oggi dunque non è una vera e propria ricetta…più che altro è tutto quello che ho appena detto… il racconto di una conquista...




Sul temperaggio del cioccolato, non essendo un'esperta, non posso esprimermi molto. Rimando al suo post sul temperaggio del cioccolato fondente...Posso soltanto dire che ho provato sia la tecnica del tablage che quella ad inoculazione...la seconda è meno precisa però a mio parere più veloce e si sporca decisamente meno! Un altro appunto da fare è che io ho sciolto il cioccolato a bagnomaria perché riesco a controllare meglio la temperatura a differenza del microonde. 
Temperare il cioccolato. Riempire le cavità dello stampo, batterlo per far salire le bolle d'aria e rovesciarlo sulla ciotola per far scolare il cioccolato in eccesso.
Rigirare lo stampo e con una spatola raschiare la superficie per pulire lo stampo e attendere che il cioccolato solidifichi. 

Intanto preparare il ripieno. Per le mie campanelle ho voluto usare un ripieno che avevo già provato in precedenza...quello alla crema whiskey, ricetta sempre del Nanni...Servono 200 gr di cioccolato al latte, 50 gr di panna fresca e 50 gr di crema whiskey.
Scaldare la panna e versarla sul cioccolato al latte tritato. Mescolare. Lasciar intiepire poi aggiungere la crema whiskey. Mettere il ripieno nel sac à poche e riempire le cavità dei cioccolatini.








Sciogliere il cioccolato avanzato e temperare di nuovo. Colarlo su ogni cavità per finire di riempire i cioccolatini. Spatolare per pulire lo stampo. Attendere che si solidifica.
Girare lo stampo con un colpo secco...a questo punto si sente un tic, sollevare lo stampo e tutti i cioccolatini sono posizionati in fila come soldatini...o quasi tutti...per qualcuno un pò dispettoso c'è voluto qualche colpetto in più per farlo uscire!
Mangiare un cioccolatino...sentire quello schiocco alla rottura e il morbido del ripieno che si scioglie in bocca. Farsi dei cioccolatini da soli è proprio una grande soddisfazione. 

venerdì 24 febbraio 2012

Un dolce...anzi due dolci per papà


Luca Montersino...
La prima volta l’ho visto in tv...ero lì sul divano con il mio fidanzato (ora maritozzo :-))...A quel tempo non mi interessava così tanto cucinare ma...come non rimanere colpita davanti alla capacità del maestro pasticcere di spiegare tecniche con una tale precisione e con una tale semplicità da farle sembrare alla portata di tutti...è grazie a lui se da quando ho cominciato a replicare le sue ricette e a cucinare dolci ho sentito sempre più l’esigenza di farli imparando qualcosa in più ogni volta...Ho iniziato a spulciare il suo blog, a guardare i suoi video. A casa mi prendevano in giro perché non facevo che ripetere quello che avevo appreso nelle puntate di Peccati di gola, con le quali tra l’altro, ora che anche io ho pieno possesso della tv, ho riempito la memoria del my sky per la gioia di mio marito...e quando lo spazio comincia a diventare insufficiente trascrivo le ricette al pc. Scrivere qui tutto quello che ho imparato e sto imparando è impossibile...lui oltre ad elargire ed eseguire ricette spiega tecniche e soprattutto insegna ad usare in modo corretto degli ingredienti (per me anche sconosciuti ) senza trascurare una spiegazione accurata del perché. 
Visto che fare torte richiede un notevole impegno generalmente preferisco preparare qualcosa per la merenda e la colazione.
Assemblare le sue basi e farne una torta cremosa è stata per me una novità. Ho colto l’occasione di questo fantastico contest e del compleanno di papà e mi sono messa alla prova... 
A papà non piacciono dolci con coperture troppo pannose...Nel volume n°11 dell’Accademia di Pasticceria la mia attenzione è ricaduta sullo zuccotto toscano e ho deciso di fare lo zuccotto lavorando intorno ad alcuni ingredienti che piacciono molto al festeggiato: caffè, cioccolato e nocciola. Mamma ha il mio stesso robot “cialtronic” e così avevo 2 planetarie! In una ho fatto la base semifreddo, nell’altra la meringa italiana. E con le frustine del robottino ho montato la panna avendo cura di mettere la boule con la panna in congelatore qualche minuto prima.  La sera prima ho fatto il pan di Spagna.

Pan di Spagna classico
(dal 5° volume dell'Accademia di Pasticceria )

Ingredienti:
(per 2 tortiere da 18 cm di idametro)
250 g di uova intere
175 g di zucchero semolato
150 g di farina 00
50 g di fecola di patate
1 bacca di vaniglia

Preparazione
Versare in un pentolino le uova con lo zucchero e i semi della bacca di vaniglia. Far scaldare il tutto fino a raggiungere la temperatura di 45°C (Questo passaggio di scaldare le uova consente dopo di ottenere una bella montata). Mettere il tutto nella planetaria con la frusta e montare fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
Togliete dalla macchina ed aggiungete a mano la farina setacciata insieme alla fecola di patate, miscelando il tutto delicatamente dal basso verso l'alto.
Mettere il composto cosí ottenuto nelle tortiere imburrate ed infarinate, cuocere subito in forno a 190°C per 20 minuti circa.

Per la meringa italiana

Ingredienti:
250 g di albumi
100 g acqua
500 g zucchero

Preparazione
Lavorare lentamente gli albumi con 100 g di zucchero fino ad ottenere un composto spumoso.
In un pentolino fare sciogliere lo zucchero restante nell'acqua e continuare la cottura fino a raggiungere la temperatura di 121 °C. Versare lo sciroppo ottenuto a filo nella planetaria e fate monatre il composto fino a raffreddamento.

Per la base semifreddo

Ingredienti:
100 g di tuorli
190 g di zucchero 
60 g di acqua
1 bacca di vaniglia

Preparazione
Far montare nella planetaria i tuorli con la vaniglia. 
Nel frattempo bollire in una casseruola lo zucchero con l'acqua fino a raggiungere una temperatura di 121 °C. Unire il tutto ai tuorli. Montare fino al completo raffreddamento. 


La meringa e il suo famoso becco
Base semifreddo

Per lo zuccotto
 (con queste dosi mi sono venuti 2 zuccotti)

Ingredienti

600 g di pan di Spagna

per il semifreddo al caffè:
(preso da qui )
75 g base semifreddo
50 g caffe espresso
15 g nescafè
90 g meringa italiana
225 g panna montata

per il semifreddo alla nocciola(semifreddo pralinato):
(preso da qui)
210 g di panna  
115 g pralinato alla nocciola al 50%
50 g meringa italiana
40 g di gocce di cioccolato (le ho aggiunte io. La ricetta originale non le prevede.)

per la salsa al cioccolato:
100 g di cioccolato fondente
100 g di panna

per la bagna al rhum:
45 g di zucchero liquido al 70%
45 g di acqua
10 g di rhum

per la finitura:
300 g di meringa italiana

Esecuzione

Per il semifreddo al caffè:
sciogliere il nescafè nel caffè espresso bollente quindi unire la base semifreddo. Aggiungere la meringa italiana ed infine alleggerire il tutto con la panna montata.
Per il semifreddo alla nocciola:
Unire il pralinato alla nocciola alla meringa italiana. Aggiungere le gocce di cioccolato. Mettere questo composto dentro la panna montata e mescolare dal basso verso l'alto.
Per la salsa al cioccolato : fare scaldare la panna, unire il cioccolato e mescolare fino a quando non sarà completamente sciolto.
Per la bagna al rhum: unire l'acqua, lo zucchero liquido e il rhum e mescolare bene.

Rivestire lo stampo da zuccotto con il pan di Spagna tagliato a fette, adagiarvi all'interno il semifreddo al caffè, coprire con altre fette di pan di Spagna , spennellare con la bagna al rhum e aggiungere uno strato di semifreddo alla nocciola e gocce di cioccolato. Chiudere infine lo stampo con altro pan di Spagna e inzupparlo con la bagna. Porre il tutto nel freezer e far congelare. 

Una volta che lo zuccotto si sarà rappreso, sformarlo dallo stampo e inzupparlo anche esternamente con la bagna. Ricoprire con la meringa italiana (ho cercato tanto ma senza risultato la bocchetta Saint-Honoré per il sac a poche e mi sono dovuta arrangiare tagliando la punta della tasca). Fiammeggiare con il cannello.



Ed ecco la foto dell'interno:



 Con questa ricetta partecipo al contest Golosi di Salute di "Profumi e sapori" e di "Assaggi di viaggio".



sabato 11 febbraio 2012

Di fiocchi di neve,frattali e brioche

Causa studio non sono riuscita più a postare ricette…ne ho accumulate tante, da rifare, da modificare ed anche molte foto… Questa l'ha scattata ieri Ake davanti casa...Oggi nevica a intermittenza...i campi sono puliti..si intravedono solo delle macchie bianche...



Fiocchi di neve…tantissime forme diverse. Un esempio di legame tra matematica e natura. I minuscoli cristalli di ghiaccio che formano i fiocchi di neve hanno delle simmetrie a partire da una forma esagonale che sono riconducibili al mondo dei frattali. I frattali sono figure geometriche che seguono regole ricorsive, cioè si ottengono ripetendo lo stesso passo un numero infinito di volte su scala sempre più ridotta. Per questo si dice anche che i frattali sono forme autosimilari. I matematici idealizzano le forme e le configurazioni naturali che sono approssimative costruendo forme perfette. In questo modo la geometria dei frattali ci dà la possibilità di descrivere la natura intorno a noi. Ho sempre trovato molto affascinante il mondo dei fratttali...esistono anche diversi software per la generazione di immagini frattali...sono magici...un pò come la neve...

 http://it.wikipedia.org/wiki/File:SnowflakesWilsonBentley.jpg

                                             
 Ecco il frattale fiocco di neve di Von Koch, la cui costruzione è fatta a partire da un triangolo equilatero.

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Flocke.PNG
Vorrei farvi vedere qualche foto dei dintorni di casa nostra coperti dalla neve…so che è passata una settimana ma un evento così è qualcosa di veramente insolito e ho voglia di narrarlo




"Una sera, una settimana fa, guardare incredula la neve scendere soffice e leggera attaccarsi all’asfalto. Sentire quel silenzio iniziale che rende l’aria sospesa che è tipico della neve e pensare che la neve è magica. Al mattino ammirare incantata dalla finestra quel paesaggio insolito…un manto bianco e fotografare i nostri dintorni e poi la bufera di neve che non accenna a smettere… constatare che in effetti la neve a grandi dosi paralizza le città… quando senti che tanti stanno senza elettricità e quando vai al supermercato e vedi che è finito tutto, pure il latte e la farina… (non capisco…la gente sembra che debba fare scorte per tutto l’inverno)… e poi il vento furioso che solleva la polvere bianca e la fa sembrare una tempesta di sabbia…e poi uscire, fare incetta di legna per accendere il camino e sentire il freddo che ti punge sul viso e incominciare a spalare la neve sulle scale di casa... e passeggiare con Molly, la nostra cagnetta, e vederla euforica fare conoscenza con la neve…in certi punti molto alta...vedere gli stivali sprofondare nella neve fresca anche più su del polpaccio...e poi non poter andare dai miei... l’impossibilità di prendere la macchina…sgomberare  e spalare la neve sulla strada secondaria che porta a casa nostra, picchiare con la pala sull’asfalto e rompere il ghiaccio e incamminarsi a piedi fino al paese, sentire sotto gli stivali quel crac della neve solida e ghiacciata e rischiare di scivolare...vedere montagne di neve accatastate ai bordi delle strade…tornare un po’ bambini…spensierati… viaggiare con la fantasia e fare pupazzi di neve, prendersi a pallate approfittare di quella neve solida che si era formata sulla lunga discesa vicino al bar e prendere tutto ciò che poteva essere usato come mezzo per scivolare e gridare pistaaa, e con i visi paonazzi bere un buonissimo vin brulé e poi rifocillarsi con una cioccolata calda… il baretto di Vigne sembrava diventato un rifugio di montagna… e poi tornare a casa a piedi, abbracciati, perché almeno se si scivola lo si fa in 2 e sentire le gambe stanche, sentirsi ammaccati e anche un pò sollevati, sedersi in poltrona davanti al camino caldo e godere di questo momento, quello si che è una vera poesia."

La mattina mi sveglio sempre molto volentieri se so che c’è qualcosa di buono che mi aspetta sul tavolo della colazione. Per me è importantissima…è il motore della giornata. Ho voluto provare queste brioche…Non è che io abbia una gran dimestichezza con i lievitati…ma tramite i miei genitori, panificatori un pò per lavoro e un pò per passione, ho sentito parlare di come lavorare gli impasti e di tecniche di incordatura...


Per questa bellissima foto ringrazio la mia amichetta fotografa Ilaria di Vigne, anzi precisiamo di Colle Abramo!

La ricetta l'ho provata già diverse volte...
La potete trovare qui nel blog Profumo di Lievito e rifatta anche qui con un altro procedimento nel blog di Anice e Cannella.
Riporto qui la ricetta con le mie poche modifiche.

Briochine allo yogurt

Ingredienti:
500 gr farina W 300 (io 50% manitoba e 50% farina 0)
100 gr latte
150 gr yogurt magro (io ho usato yogurt greco magro)
2 uova + 1 tuorlo
100 gr zucchero
60 gr burro fuso
1 cucchiaio miele
12 gr lievito fresco
7 gr sale
2 cucchiai rum (io 1 cucchiaio di rum e 1 cucchiaio di amaretto di Saronno)
Zeste grattugiata di 1 limone (io buccia di limone e una bacca di vaniglia)
1 uovo e latte per spennellare

Sciogliamo 1 cucchiaino di miele, il lievito , le zeste di ½ limone e i semi della bacca di vaniglia nel latte intiepidito, uniamo 90gr di farina, mescoliamo e mettiamo al caldo fino a che gonfia (con questo freddo a me ci sono volute 2 ore).
Mescoliamo il resto delle zeste allo yogurt.

Uniamo le uova, metà dello zucchero e tanta farina quanta ne basta per incordare con la foglia.
Aggiungiamo lo yogurt in 3 volte, insieme al resto dello zucchero e della farina, che inseriremo gradualmente.
Aggiungiamo il miele e il sale. Inseriamo lentamente il burro fuso e raffreddato.
Incordiamo, dopodichè uniamo gli aromi il rum a filo ed impastare ancora qualche minuto (a me è servito aggiungere qualche altro cucchiaio di farina).
Montiamo il gancio ed impastiamo capovolgendo un paio di volte, fino ad ottenere una massa lucida ed elastica.

Copriamo e trasferiamo a 26°, fino al raddoppio (io ho messo vicino al termosifone per circa un'ora e mezza).

Rovesciamo sulla spianatoia infarinata, diamo un giro di pieghe del secondo tipo senza stringere, e copriamo a campana.

Dopo 15' porzioniamo in pezzi da 70gr . Per la formatura mi sono sbizzarrita un pò guardando in rete.



Per i cornetti ho pensato di fare così.
Ho preso circa metà impasto e l'ho steso moderatamente fino a fomare un cerchio che poi ho suddiviso in 8 parti uguali, 8 triangoli isosceli e partendo dalla base leggermente arrotondata li ho arrotolati su se stessi formando un cornetto.





Per la treccia a 2 braccia ho porzionato in pezzi da 70 gr e ho guardato su questo blog francese. E' spiegato benissimo.
Anche in quest'altro blog francese sono spiegati molti modi per formare panini e brioche.

Dopo aver sistemato le brioche ben distanziate su una teglia rivestita con carta forno spennelliamo con un uovo sbattuto con aggiunta di un pò di latte.
Lasciamo lievitare nuovamente fino al raddoppio a 28° ed inforniamo a 170° per ca. 12', per alcune mi ci è voluto qualche minuto di più.
Sono incredibilmente soffici e leggere.
Ne ho messe un pò in congelatore e alcune chiuse dentro un sacchetto di nylon.



Sono buonissime così anche da sole ma ancora più buone se farcite con nutella o con una crema al cioccolato. La prima crema spalmabile che ho fatto è stata la Zio Pierella ed è buonissima ma mi rimaneva sempre un pò grumosa e questo ad Ake non piace allora ho modificato secondo il mio gusto e ora faccio sempre questa...

Crema al cioccolato e nocciole

100 gr cioccolato fondente
50 gr cioccolato al latte
100 gr latte parzialmente scremato
200 gr pasta nocciola
30 gr olio di semi
semi di 1/2 stecca di vaniglia

Sciogliere il cioccolato al microonde (a potenza bassa). Mettere in un tegame a fuoco basso il latte, l'olio, i semi della vaniglia e la pasta nocciola. Aggiungere il cioccolato sciolto e amalgamare molto bene. Invasare. Conservare in frigorifero.
   
In frigo diventa più solida ma basta dare mezzo minuto al microoonde per scioglierla in modo da poterla spalmare sulle fette biscottate o farcire dei biscotti.


mercoledì 18 gennaio 2012

Les Macarons...sont très bons




Mio marito li chiama scherzosamente i maccheroni... forse perché un bel piattone di pasta gli farebbe più gola...ma in verità dopo averli assagggiati li ha riempiti di complimenti mangiandone uno dopo l'altro...essì sono i macaron...Inizialmente sono stata spinta dalla curiosità dopo averli visti su internet nelle più svariate colorazioni e sfumature di gusto ( ne ho visti addirittura farciti con ganache alla lavanda e all'olio d'oliva) e dopo essermi cimentata nella realizzazione questo petit gâteau insieme morbido e croccante ha sedotto anche me. Se prima quando avevo albumi in frigo facevo meringhe a volontà ora macaron a tuttto spiano anzi faccio pasta frolla, bavaresi e creme così poi immancabilmente mi ritrovo con albumi in frigo da consumare!
La prima volta avevo un pò di timore, timore di non vedere riuscita quella bella cupoletta liscia e quella caratteristica collerette.


Dopo averli ammirati nel blog di Pinella  e nel blog di Acquolina dove possiamo trovare molteplici ripieni e anche qualche variante e aver fatto tesoro di tutti i loro consigli, aver visto filmati a proposito del macaronage su you tube e su blog francesi qui e anche qui ho deciso di cimentarmi in questa impresa più che altro per fare una sorpresa e regalare dei dolcetti ai miei per il loro anniversario... come potevano non avere un certo ascendente su mamma tanto affascinata da tutto ciò che è francese.

La prima volta che li ho fatti ho usato la ricetta del pasticcere Maurizio Santin presa dal blog di Pinella.

                                                                 MACARON
                                                            di Maurizio Santin
                                                            (dal blog di Pinella)

Ingredienti:
125 gr di farina di mandorle
225 gr di zucchero al velo
120 gr di albumi vecchi
60 gr di zucchero semolato 
  1. Setacciare la farina di mandorle con lo zucchero al velo.
  2.  Montare gli albumi, eventualmente aggiungere un po' di succo di limone (non è  necessario ma farlo mi fa sentire meglio convincendomi del fatto che monteranno sicuramente!) A metà lavorazione aggiungere un cucchiaio di zucchero e poi pian piano la parte restante fino ad ottenere una montatura soda e lucida.
  3.  Aggiungere poco per volta le polveri nei bianchi e mescolare con una spatola dall'alto verso il basso. L'impasto deve risultare liscio, brillante e formare un nastro pesante ricadendo sulla massa (questo passaggio è il famoso macaronage).
  4. Mettere l'impasto in una sac à poche e depositare dei piccoli dischetti da circa 4 cm su un foglio di carta da forno. I macarons tendono a stendersi durante il periodo di croûtage. 
  5. Far asciugare almeno un'ora. Infornate (io ho usato forno statico) a 145°C per 13 minuti.
                                              

E poi che gioia! Babbo Natale che conosce bene i miei desideri mi ha regalato il libro MACARON di José Maréchal.
 
Non essendo grande amante dei coloranti non naturali la seconda volta che li ho fatti ho scelto ancora un classico ma stavolta cambiando il procedimento, usando la meringa italiana.

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                                                          MACARON AL CIOCCOLATO
                                                    dal libro MACARON di José Maréchal
           un raffinato connubio di mandorle e cacao per una colorazione naturale dei gusci
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Per 40 macaron di 3 cm di diametro
  • Preparazione..................40 minuti
  • Croûtage........................30 minuti
  • Cottura...........................14 minuti
  • Forno.................................150°C
INGREDIENTI
  • Farina di mandorle .............180 gr
  • Zucchero a velo..................200 gr
  • Albumi.............................2 x 80 gr
  • Cacao in polvere...................30 gr
  • Zucchero semolato.............200 gr
  • Acqua...................................7.5 cl 
Ganache al cioccolato
  • Cioccolato fondente 70%....220 gr
  • Panna liquida........................20 cl
  • Burro....................................50 gr
  • 2 gocce di estratto di caffè(facoltativo)
  • Zucchero..............................20 gr

  1. Mixare e setacciare con cura il TPT e il cacao. Mettere da parte.
  2. In una casseruola portare l'acqua e lo zucchero semolato a ebollizione. Senza mescolare vigilare affinché la temperatura dello sciroppo non superi i 115°C.
  3. Montare lentamente 80 gr di albumi a neve, poi aumentare la velocità dello sbattitore quando la temperatura dello sciroppo di zucchero supera i 105°C. Interrompere la cottura dello zucchero a 115°C quindi versarlo a filo sottile sugli albumi a neve. Continuare a sbattere la meringa per 10 minuti circa affinché si raffreddi un poco.
  4. Mescolare il TPT e il cacao con gli 80 gr di albumi non sbattuti, al fine di ottenere una pasta omogenea.
  5. Usando una spatola morbida incorporare un terzo circa della meringa alla pasta di mandorle per diluirla un poco poi aggiungere il resto della meringa con movimenti dal basso verso l'alto eseguendo con cura il macaronage.
  6. Riempire con la pasta una tasca con bocchetta di 8 mm. Incollare un foglio di carta da forno sulle placche spalmando dei punti di pasta sui 4 angoli. Con la tasca realizzare delle sfere delle dimensioni di una noce, regolari e ben spaziate. Picchiettare il fondo delle placche e lasciare riposare almeno 30 minuti a temperatura ambiente per il croûtage.
  7. Preriscaldare il forno (io uso satatico) a 150°C.
  8. Infornare per 14 minuti. All'uscita dal forno appoggiare delicatamente la carta da forno su un piano di lavoro o un piano di marmo umidificato: così i gusci si staccheranno più facilmente.
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GANACHE AL CIOCCOLATO
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  1. Spezzettare il cioccolato dentro una boule.
  2. In una casseruola scaldare a fuoco medio la panna liquida e lo zucchero.
  3. Versare la panna calda sul cioccolato e mescolare lentamente per sciogliere bene il composto.
  4. Infine incorporare il burro tagliato a pezzettini e l'estratto di caffè. Mescolare bene per lisciare la ganache.
  5. Lasciare raffreddare a temperatura ambiente poi mettere da parte in frigorifero almeno per un'ora. Meglio prepararla il giorno prima.
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 MONTAGGIO
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Usando una tasca con bocchetta di 8 mm guarnire la metà dei gusci con la ganache al cioccolato poi assemblare i macaron con i gusci restanti. Mettere da parte in frigorifero i macaron per 1 ora.

Grazie Ake mio per queste bellissime foto :-)))




E come dice Maréchal nel suo libro Divertitevi a realizzare questi piccoli dolci, fatevi guidare dalla vostra ispirazione... Il bello è che si può sempre rendere omaggio al macaron creando nuove ganache e nuovi aromi.

venerdì 23 dicembre 2011

Un cono di bignè

Finalmente mi sono decisa ad aggiornare il blog...Ci voleva questo momento qui davanti al camino accompagnata da un senso di serenità e rilassatezza. In questo periodo ho sperimentato tante ricettine, aggiunto e tolto ingredienti, ho fatto creme, cioccolatini, biscotti natalizi decorati con glasse, biscotti di vetro, tante cose buone ed anche cose che a me piacevano ma che a mio marito hanno fatto schifo ( l'ho detto io che è difficile da accontentare!)...addirittura gli facevano venire il mal di stomaco (sto parlando di una lemon curd che ho fatto per farcire cioccolatini e biscotti)...Poi quando qualcosa non gli piace Ake non si trattiene dal commentare negativamente quasi a farti sentire in colpa per averglielo fatto assaggiare!!!...a questo punto mi sento scoraggiata e non so se la userò...credo che prima la farò provare a mamma.
E adesso passiamo al nostro dolce.
E' un pò di tempo che volevo metterlo. L'ho preparato una sera che siamo andati dai miei. Questa foto che vedete qui sotto no non è mia. L'avevo visto in tv in una puntata di Master Chef Australia.  Mi aveva colpito. Sembrava un'opera d'arte. Il croquembouche di un pasticcere australiano.

foto presa da internet


Avevo già preparato i bignè, quando ancora non avevo il blog e né avevo intenzione di aprirlo quindi non ricordo neanche che ricetta utilizzai...e così tanto bene quel giorno ho incontrato un amico di mio marito, uno chef. E a cosa servono gli amici chef?..a darti i consigli per la cottura e le giuste dosi per fare la pasta choux... una ricetta di base che uno chef sa a memoria e che fa parte del ricettario dei suoi quaderni storici di quando faceva l'alberghiero...e quindi ho tirato fuori il mio taccuino e ho preso nota...Grazie Picchios!

Per la pasta choux

250 gr acqua
100 gr burro
150 gr farina
4 uova
1 pizzico di sale

Per la preparazione dei bignè

In un pentolino scaldare l'acqua insieme al burro ridotto a pezzi e il pizzico di sale.
Appena prende bene l'ebollizione gettare la farina tutta d'un colpo e mescolare con energia abbassando la fiamma fino a quando l'impasto fa lo sfrigolio e si stacca dalle pareti formando una palla. Lasciar intiepidire il composto. Successivamente versarlo nella planetaria e unire le uova un po' alla volta, lasciando un uovo per la fase finale. Infatti, se l'impasto risulta ancora troppo duro aggiungere gradualmente l'ultimo uovo sbattuto continuando a mescolare con le fruste. L'impasto deve raggiungere una consistenza cremosa. 
Intanto preriscaldare il forno (statico) a 210°/220°.
Mettere l'impasto in una sac à poche e formare dei ciuffi ben distanziati su una teglia rivestita di carta da forno (in verità ho letto in molti libri di cucina che per una perfetta riuscita i bignè andrebbero posizionati su una teglia leggermente unta ma il problema è che a me l'impasto scivola da matti) e cuocere nel forno preriscaldato per 15 minuti  poi abbassare a 180° per altri 10 minuti infine a 160° per altri 10 minuti con forno a fessura in modo da far asciugare bene i bignè. Questi si che sono venuti belli gonfi.



Preparare la crema pasticciera. Io preparo sempre quella di Luca Montersino con questa ricetta e riempire i bignè.


Nel frattempo preparare un caramello a secco. Scaldare bene un pentolino e versarci dentro lo zucchero. Abbassare la fiamma e lasciarlo sul fuoco finche' lo zucchero si è sciolto. All'inizio non mescolarlo mai. Quindi aggiungere altro zucchero fino a quando si è sciolto tutto e ha formato un bel caramello biondo bruno.

Ora passare al montaggio del dolce formando un cono di bignè.

Immergere uno per volta metà del bignè nel caramello stando attenti alle dita che il caramello ustiona! Costruire un cono incollando i bignè ad uno ad uno col caramello. Con il caramello rimasto e un pò rappreso formare dei fili intorno al cono.


Per la prossima foto ringrazio Alice che l'ha modificata rendendola molto più bella.


Il croquembouche è buonissimo perché prima c'è il croccante del caramello in bocca e poi c'è il bignè col ripieno cremoso. Questo dolce francese lo dedico alla mia mamma perché è grazie a lei che amo la Francia, la lingua francese e i dolci francesi

martedì 29 novembre 2011

Come smaltire gli albumi?

In cucina non si butta via niente (tranne la roba scaduta ovviamente!).
Quindi cosa fare con tanti albumi in frigo?...bhe io non ho fatto niente di particolare. Avevo tante idee dolci in mente ma pochi ingredienti a disposizione e ho deciso di fare qualcosa che non fosse troppo complicato e che non necessitasse di una lunga preparazione...allora ho fatto le meringhe anche perché il giorno dopo siamo andati dai miei e c'era la mia sorellona (milanèse acquisita) che non vedevo da un pò di tempo. Nonostante sia sempre attenta alla linea lei adora le meringhe.
 
Per la meringa francese (di Luca Montersino)

200 g di albume
200 g di zucchero semolato
200 g di zucchero a velo
Semi di una bacca di vaniglia

Montate gli albumi con 200 g di zucchero semolato.
Quando sono montati a neve aggiungete lo zucchero a velo unito ai semi della bacca di vaniglia e mescolate con una frusta a mano.
Con una sac à poche con bocchetta liscia formate le meringhe su un foglio di carta forno e fate cuocere in forno ventilato a 80°/90° per 2 ore, lasciando socchiuso il forno.
Quando la meringa sarà cotta lasciatela freddare nel forno.



Per i cestini ho preso un coppapasta, ho disegnato dei cerchi e partendo dal perimetro ho fatto delle spirali. Poi ho fatto altri due giri di meringa esternamente... sperando che non crollasse tutto!



I cestini li ho farciti con una mousse al cioccolato.
E' uno dei miei dolci preferiti.
Della mousse al cioccolato possiedo molte varianti, dipende dall'uso che devo farne.  


Per la mousse al cioccolato

200 gr cioccolato fondente al 70%
200 gr latte intero
400 gr panna fresca semimontata
60 gr zucchero
100 gr tuorli

Preparazione
Spezzettare il cioccolato a pezzetti il più possibile uniformi e farlo sciogliere in una ciotola a bagnomaria o al microonde (a potenza bassa).  Far scaldare il latte. Mescolare i tuorli con lo zucchero, aggiungere il liquido caldo e cuocere fino a raggiungere la temperatura di 82°C. Togliere dal fuoco e passare con un colino per eliminare eventuali grumi. Versare pian piano la crema sul cioccolato e mescolare in modo da emulsionare bene i due composti. Far intiepidire. Semimontare la panna e agiungerne un cucchiaio al composto di cioccolato poi aggiungere la restante panna con moviementi dal basso verso l'alto.
Versare la mousse nei bicchieri e nel mio caso anche nei cestini di meringa e lasciar riposare in frigorifero per un paio di ore.

Mia sorella le ha apprezzate molto..e non solo lei!

venerdì 18 novembre 2011

Biscotti simil yoyo

La ricetta l'ho presa dal libro LE DOLCI TENTAZIONI (Viaggio goloso nella pasticceria sana e buona) di Luca Montersino, un libro dove si evince una grande attenzione per la cultura dell' alimentazione. E' anche grazie a lui che mi sto appassionando alla pasticceria. Quando l'ho visto in tv per la prima volta mi ha troppo incuriosita. Mi ha colpito la sua capacità di spiegare tecniche di pasticceria con grande precisione, con un linguaggio alla portata di tutti e di rendere tutto così semplice e incredibilmente bello. Per ora mi limito a replicare le sue preparazioni e a reinventarle cercando di avvicinarmi il più possibile.



Biscotti novariso

Ingredienti per 120 biscotti:

220 gr uova
100 gr tuorli
20 gr miele (io ho usato millefiori)
270 gr zucchero semolato
375 gr farina di riso
8 gr di lievito in polvere per dolci
1 baccello di vaniglia
10 gr di Marsala secco

per la finitura:
zucchero in granella
crema spalmabile alla nocciola ( nel libro 300 gr cioccolato fondente al 70%)


Montate le uova intere e i tuorli con il miele, lo zucchero e i semi di vaniglia estratti dal baccello fino a ottenere un composto chiaro e spumoso.
Setacciate la farina di riso con il lievito e incorporateli al composto con movimenti decisi dal basso verso l'alto per non smontarlo. Aggiungete il Marsala.
Coprite una teglia con carta da forno, versate l'impasto nella sacca da pasticceria con bocchetta liscia e realizzate tanti ciuffetti sulla teglia.
Cospargete di granella di zucchero e cuocete in forno preriscaldato a 210 °C per 7 minuti circa.




A cottura ultimata lasciar freddare i biscotti e successivamente unirli a due a due con la crema spalmabile alla nocciola che ho fatto leggermente sciogliere al microonde per qualche secondo ( nel libro invece unire i biscotti con il cioccolato fuso al microonde e temperato).
Sono buonissimi. Ideali per la colazione  o da accompagnare al the. Hanno una consistenza soffice che non li rende adatti ad essere inzuppati.